Giacomo Manzù, scultore italiano nasce a Bergamo il 22 dicembre del 1908. Si avvicina all’arte durante il servizio militare a Verona, dove studia le porte di San Zeno e i calchi dell’Accademia di Belle Arti Gian Battino Cignaroli.
Dopo un brevissimo soggiorno a Parigi, si trasferisce a Milano e riceve l’incarico dall’architetto Muzio di decorare la cappella dell’Università Cattolica, lavoro che viene svolto tra 1931 ed il 1932.
Nel 1932 prende parte ad una mostra collettiva alla Galleria del Milione e nel 1933 espone una serie di busti presso la Triennale di Milano riscuotendo numerosi apprezzamenti. L’anno dopo con Aligi Sassu tiene una mostra personale presso la Galleria Cometa di Roma.
Con l’opera di “Gesù e le Pie Donne” vince il premio Grazioli dell’Accademia di Brera.
Nel 1936 si reca a Parigi con Aligi Sassu dove visita il Musèe Rodin, conosce gli impressionisti e sviluppa i primi germi di ribellione antinovecentistica che lo porteranno ad aderire al movimento di “Corrente”.
Nel 1939 produce una serie di bassorilievi in bronzo: “Le Deposizioni” e “Le Crocifissioni” per la serie “Cristo nella nostra umanità”, tema che viene usato per simboleggiare prima la brutalità fascista poi gli orrori della guerra.
Nel 1940 ottiene la cattedra di scultura dell’Accademia di Belle Arti di Brera però, a seguito di dissensi con le autorità accademiche sui programmi, lascia per insegnare scultura a Torino presso l’Accademia Albertina.
Nel 1942 tiene a Milano una mostra che viene severamente critica dalle autorità politiche ed ecclesiastiche. Con il dilagarsi della guerra si rifugia a Clusone con tutta la sua famiglia. Nel 1943 si aggiudica il “Gran Premio” alla Quadriennale di Roma grazie al ritratto di Francesca Blanc.
Per ordine dei tedeschi lascia Clasone e si rifugia a Bergamo dove si dedica ad una serie di disegni che saranno pubblicati nel 1948 con una presentazione di Giulio Carlo Argan.
Nel 1946 incontra Alice Lampugnani che diventerà la protagonista di una serie di disegni e sculture culminanti nel celeberrimo “Grande Dipinto di Signora”. Nel 1947 a Milano presso il Palazzo Reale si inaugura la prima grande antologica dedicata a Manzù.
Sempre nel 1947 decide di partecipare al concorso per la realizzazione di una Porta della Basilica di San Pietro. Nel 1948 partecipa alla XXIV Biennale di Venezia e vince il “Premio della Scultura”. Viene ammesso al concorso di secondo grado per la realizzazione della Porta di San Pietro. Negli anni che seguono dedica la maggior parte del tempo allo studio dei bozzetti per la porta vaticana fin quando, nel gennaio 1952 riceve la commissione ufficiale per la realizzazione della Porta di San Pietro che avrà per tema il “Trionfo dei Santi e dei Martiri della Chiesa”.
Torna ad insegnare all’Accademia di Brera fino al 1954, successivamente a Salisburgo. Qui conosce Inge Schabel, ballerina dell’opera e modella dei corsi dell’Accademia che diventerà sua unica musa ispiratrice e sua moglie (con la quale avrà due figli).
Nel 1955 gli viene commissionato l’incarico di eseguire la porta centrale del Duomo di Salinsburgo, seguendo il tema dell’amore, che viene inaugurata nel 1958. Nel 1961 viene autorizzato dal Pontefice, Papa Giovanni XXIII, a modificare il tema della Porta di San Pietro ne “La Porta della Morte”; (Porta che verrà inaugurata il 28 giugno del 1964) e nello stesso anno si trasferisce con la famiglia nei pressi di Ardea (Roma), in una località poi rinominata Colle Manzù.
Realizza la Porta della Guerra per la chiesa di Saint Laurens a Rotterdam che ha come tema la pace e la guerra. Questa verrà inaugurata il 22 novembre del 1968
Nel 1968 apre il suo museo, la “Raccolta Amici di Manzù” ad Ardea, un’esposizione permanente di oltre quattrocento sue opere.
Nel 1970 viene nominato Accademico Onorario della Royal Academy of Arts di Londra e in questi anni si dedica alla professione di scenografo per le opere più importanti di Igor Stravinskij; Goffredo Detrassi, Claude Debussy, Richard Wagner e Giuseppe Verdi. Nel 1972 sposa in Campidoglio Inge, il testimone di nozze è Guttuso. Nel 1973 partecipa alla XII Biennale Internazionale di Scultura di Anversa che si tiene al Middelheim Parc; nel 1974 riceve dal Presidente della Repubblica Austriaca l’onorificenza dell’Ordine Scienza e Arte e nello stesso anno tiene una mostra in Giappone presso il Museo di Arte Moderna di Tokyo.
Nel 1979 realizza a Bergamo due sculture fondamentali: “Giulia e Mileto in carrozza” e “Grandi amanti”; tiene presso l’Accademia delle Arti del Disegno di Firenze una personale e sempre nello stesso anno regala la sua collezione “Raccolta amici di Manzù” allo stato italiano.
Nel 1984 una mostra itinerante tocca le più importanti città giapponesi e riceve il prestigioso Premio Internazionale per la scultura “Antonio Feltrinelli“ assegnatogli dall’Accademia Nazionale dei Lincei.
Nel 1988 vengono collocate a Tokyo, nel Palazzo della Borsa, le sculture Fauno e Ninfa e nel 1989 viene donata alle Nazioni Unite a New York, dallo stato italiano, l’ultima opera monumentale alta sei metri “Inno alla vita (Madre con Bambino)” che viene inaugurata di fronte alla sede dell’ ONU.
Muore a Roma il 17 gennaio 1991.


















