Aligi Sassu nasce a Milano il 17 luglio del 1912. Si trasferisce a Thiesi (Sardegna) nel 1921 con la sua famiglia fino al 1924. Tornato a Milano rimane affascinato dalla lettura delle riviste e dei testi futuristi e nel 1919 visita la prima collettiva dei futuristi al Cova.
Nel 1925 abbandona la scuola per lavorare come apprendista in un’officina litografica e conclude i suoi studi alle scuole serali.
Conosce Marinetti che nel 1928 lo invita a mandare due opere alla Biennale di Venezia: “Nudo plastico” e “L’uomo che si abbevera alla sorgente”. Nello stesso anno firma insieme a Munari il manifesto della pittura “Dinamismo e riforma muscolare”.
Nel 1929 si iscrive all’Accademia di Brera, conosce Lucio Fontana col quale lavorerà anni dopo ad Albissola.
Per motivi economici abbandona l’Accademia di Brera, frequenta così l’Accademia Libera istituita dal direttore della Galleria di Milano, Barbaroux.
Nel 1929 espone in due mostre collettive a Milano, è il periodo in cui nascono i “Ciclisti” e “Gli Uomini Rossi”. Nel 1932 espone presso la Galleria del Milione e viene pubblicato da Sandro Bibi il primo testo sul lavoro di Sassu.
Nell’autunno del 1934 parte per Parigi, qui visita una mostra di Matisse e studia presso i musei le opere di grandi artisti quali Gericault, Cezanne, Delacroix. Durante questo soggiorno cresce il suo impegno politico operando attivamente contro il fascismo.
In occasione della sconfitta delle truppe di Mussolini nella battaglia di Giadalajara, prepara con il suo amico De Grada un manifesto che inneggia all’insurrezione; a seguito di ciò il 6 aprile 1937 la polizia dell’OVRA perquisisce la casa e lo studio. Viene arrestato con l’accusa di sovvertimento perché vengono trovati la bozza del manifesto e la carta per stamparlo. Viene trasferito nel carcere di San Vittore e dopo sei mesi a Roma, nel Regina Coeli. Viene condannato a dieci anni di reclusione. Durante questo periodo abbandona lo studio e la pittura, ma quando viene trasferito a Fossano gli viene concessa la possibilità di scrivere e disegnare, realizza così più di quattrocento disegni.
Il 27 luglio del 1938 gli viene concessa la grazia regia, rimanendo però sorvegliato speciale.
Continua a dipingere opere di opposizione come “Spagna 1937” e “La morte di Cesare”; nel 1941 allestisce una personale nella Bottega di Corrente esponendo per la prima volta gli “Uomini rossi”.
Nel 1947 si trasferisce a Castel Cabiaglio, in provincia di Varese, qui lavora intensamente e sperimenta nuove tecniche pittoriche; dipinge Caffè e quadri sacri.
Si trasferisce ad Albissola e Mazzotti lo invita a lavorare per lui; incontra Picasso nel 1954.
Nel 1964 si trasferisce in Spagna e precisamente a Mallorca in Cala San Vicente; nascono in questo periodo le Tauromachie, i paesaggi dell’isola, i quadri con tematiche mitologiche e sperimenta una nuova tecnica, quella dell’acrilico.
Ritorna in Italia nel 1967 e precisamente a Ponticello Brianza, si dedica nel 1973 a scene e costumi dei Vespri siciliani per la riapertura del Teatro Regio a Torino. Realizza due mosaici per Sant’Andrea a Pescara e nel 1977 espone a Rotterdam, Toronto e a Mallorca.
Nel 1981 si trasferisce a Milano e gli viene attribuito il riconoscimento “Gli uomini che hanno fatto grande Milano” e presenta i suoi cinquantotto acquerelli.
Nel 1984, presso il Palazzo dei Diamanti a Ferrara, tiene una mostra antologica; vengono esposte centoundici opere. La mostra viene trasferita a Roma in Castel Sant’Angelo. Nello stesso anno presso il Palazzo Reale a Milano espone duecentosettantaquattro opere e ancora espone a Siviglia, in Germania, a Madrid, in Canada.
Dopo due anni espone a Palma di Mallorca, alla XI Quadriennale di Roma, alla Triennale di Milano e alla Casa di Mantegna a Mantova. Al museo Puskin di Mosca vengono presentate le centotredici tavole sulla Divina Commedia. A Monaco di Baviera dal 1927 al 1985 viene allestita una grande antologica.
Nel 1992 ottanta dipinti compongono una mostra itinerante in Sud America e nel 1993 completa i Miti del Mediterraneo, un murale in ceramica di 150 metri quadrati per la nuova sede del Parlamento europeo; nel 1994 presenta Manuscriptum.
Nel 1995 riceve la nomina di Cavaliere di Gran Croce dal Presidente della Repubblica e nel 1996 dona alla città di Lugano trecentosessantadue opere; sempre nello stesso anno nasce la “Fondazione Aligi Sassu e Selenita Olivares” e vengono organizzate delle mostre: nel 1999 una mostra sul futurismo, nel 2000 sul primitismo.
Il 17 luglio 1999 si inaugura una grande antologica a Palazzo Strozzi Firenze.
Muore nel 2000 e precisamente il 17 luglio a Can Marimon a Pollanca.
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